Nella corsa come nella vita, molto spesso si è troppo autoreferenziali.

Vi ricordate la prima volta che siete andati a correre? Io si lo ricordo perfettamente,

era l’anno 2012la pancia cominciava ad aumentare con una costanza quasi impercettibile tanto da rendermi conto del mio aumento di peso solo al cambio di stagione. Pensai che per dimagrire velocemente dovevo cominciare a praticare qualche sport e naturalmente non avendo troppo tempo a disposizione, ripiegai nella corsa in quanto flessibile, immediata e stimolante. Non appena riuscii a mettere da parte tutte le scuse, cominciai.

Ricordo benissimo la prima volta, raggiunsi il risultato di 2,6 Km in poco più di 20 minuti… Praticamente uno zompi, sembravo un morto che camminava senza meta, anche se comunque fu un risultato straordinario per il me dell’epoca.

La storia, come è andata a finire, la conoscete tutti, oggi sono un runner, un runner appassionato, che cerca di dare un senso alla sua vita attraverso questo sport che amo alla follia.

Vi parlo della mia esperienza perché non amo i consigli, perché credo tantissimo nell’esempio, perché credo che ognuno di noi sia diverso e che ciò che va bene per me, magari non va bene per te.

Tutti quando iniziamo un percorso facciamo degli errori e tutti sappiamo che molti errori con il senno di poi si potevano evitare. Nello sport, come nella vita molto spesso si è troppo autoreferenziali, maciniamo libri come se non ci fosse un domani, ci documentiamo, studiamo nel dettaglio mille pratiche e mille teorie diverse, ma ci scordiamo dell’elemento più essenziale dell’evoluzione di ognuno di noi, l’esperienza. L’esperienza è un qualcosa che si tramanda, si certo i libri possano darci una mano, ma se ci affidiamo ad una persona, ad una persona che un altro tempo sarebbe stata identificata in un maestro, ci risparmieremmo moltissimi errori, non che non ne faremo nessuno, ma che sicuramente ne faremo molti molti meno.

Oggi internet ha fornito alla portata di tutti, un oceano di nozioni che in poco tempo a co

struito un mondo di tuttologi. Il campo, l’esperienza vera non hanno niente a che fare con la sola teoria. Adesso concludo e vi dico dove voglio arrivare :se veramente volete crescere, se veramente volete crescere come runner, ma anche come persone, avete bisogno di un confronto serio, un confronto che vi giudichi realmente sulla base di risultati tangibili. Avrete bisogno di quella persona che nel mondo moderno assume il ruolo di personal coach, che vi sappia guidare, che vi sappia stimolare e che vi mostri la strada che state cercando.

La nostra mente è il nostro limite, troppo spesso pensiamo che possiamo imparare da soli dalle nostre esperienze, ma non ci rendiamo conto che tutto questo è solo il frutto della paura di un confronto serio, e questa paura fa si che la nostra mente ci dica ciò che è giusto per noi anche se realmente non lo è, lasciandoci sempre più soli in quella zona che viene definita dagli anglosassoni zona di confort.

Affidate la vostra crescita alle persone giuste, cercate il confronto, quello serio, uscite dalla vostra zona di confort e cominciate a correre veramente, nello sport e nella vita.

Come sempre vi lascio con la mia massima, ma stasera vi svelerò quella frase che faccio scorrere nella mia mente in ogni momento che vorrei mollare la presa, “If you can’t than you must”

Buna giornata a tutti

Io corro, voi che fate?