Facciamo un po di chiarezza su com’è fatta una scarpa per correre.

Si lo so! E’ capitato a tutti… Entrare in un negozio di scarpe sportive, chiedere informazioni su quale sia la scarpa migliore per correre e ritrovarsi dopo 25 minuti di monologo incomprensibile a mangiarsi le mani riflettendo sul perché avete sottoposto quel quesito e soprattutto a domandare a se stessi: “Ma che cazzo a detto fino ad ora?”

Oggi scegliere un paio di scarpe tecniche, come ad esempio per il running o per il trail running, non è poi così semplice, e sicuramente non possiamo rilegare la nostra scelta soltanto al fattore estetico, è necessario tener conto delle caratteristiche individuali come il peso, tipo di appoggio, quanto siamo soggetti a distorsioni e soprattutto quale attività andremo a fare. Poiché sono molte le differenza che ci sono tra un fondo stradale, sterrato, sassoso o asfaltato. Queste sono ovviamente le prime domande che ogni runner che si rispetti debba tener di conto nel momento preciso in cui ha deciso di entrar in un negozio di calzature sportive.( Io vado sempre da quei matti come me di Mondo Corsa.) C’è anche da dire ormai, che oltretutto molti dei nostri acquisti avvengono on line, quindi diventa essenziale conoscere alla perfezione la terminologia tecnica, che viene utilizzata per descrivere le scarpe da corsa, in modo da aiutarci a districare la nostra scelta fra un milione di modelli, senza l’adeguato supporto tecnico che il personale esperto di un negozio di settore ci potrebbe fornire.

Per prima cosa dovete sapere che una scarpa è composta essenzialmente da 4 parti:

tomaia, conchiglia, intersuola e battistrada.

La tomaia

È la parte superiore di una scarpa, quella che contiene l’allacciatura, quella che avvolge il piede. Molte volte è costituita da un solo pezzo chiamata tomaia tubolare o altre volte da più pezzi cuciti tra loro definita tomaia rigida. Il suo scopo è quello di assicurare la tenuta del piede e le sue caratteristiche sono la  leggerezza la traspirabilità e dove richiesta l’impermeabilità. Può essere costituita da materiali sintetici come nylon o microfibre, oppure anche da materiali naturali.

La conchiglia

Questa è la parte posteriore della scarpa, quella che avvolge il tallone del piede e restituisce stabilità alla scarpa. Di solito viene costruita in materiale termoplastico e la sua rigidità aumenta in funzione dell’uso per cui è stata pensata la calzatura. Normalmente le scarpe per l’alta montagna e il trail hanno una conchiglia ben più rigida di quelle minimal per il running.

L’intersuola

L’intersuola è una parte molto importante per le calzature sportive essa si trova tra la tomaia e il battistrada, il suo principale scopo è quello di assicurare l’ammortizzamento e protezione dei colpi durante l’attività fisica. Generalmente è costruita con un materiale chiamato EVA, acronimo di Etil–Vinil–Acetato, che in parole spicciole non è altro che un derivato del petrolio. E’ molto probabile che a volte la mescola possa contenere anche poliuretano o polietilene, questo varia a seconda delle singole tecnologie sviluppare dalle differenti case produttrici. Ad esempio nelle calzature specifiche costruite per il trail o per i terreni più ardui, l’intersuola può essere costituita addirittura da diversi strati di diversi materiali, al fine di garantire flessibilità, rigidità, ammortizzamento e protezione. Molto spesso nel tallone si trovano anche ottimi sistemi di ammortizzazione, i quali hanno lo scopo di interrompere la forza verticale, data dalla attività fisica e dal peso del corpo, al fine di rendere molto meno traumatico il contatto con il suolo. Per finire alcune calzature, nella parte mediana, hanno un inserto più rigido chiamato “shank”, che serve soprattutto per evitare iperpronazioni ed aumentare la reattività in fase di spinta, anche se oggi come oggi, questa è una tecnologia quasi del tutto abbandonata, in quanto attraverso della mescola particolare, le case produttrici sono riuscite poterne fare a meno.

Il battistrada

Arriviamo alla parte finale della scarpa, il battistrada, talvolta è tutt’uno con l’intersuola, praticamente a diretto contatto con il suolo. Il suo scopo è quello di garantire trazione e aderenza al terreno. Qui il design, non è solo estetica, molto dipende dal tipo di attività per la quale sono state progettate, mentre le mescola utilizzata, specialmente negli ultimi modelli  sono per lo più in gomma vulcanizzata.

Sinceramente non mi sono addentrato totalmente nella terminologia specifica, ma credo di avervi fatto chiarezza sui quattro punti fondamentali di cui una scarpa è costituita.

Per qualsiasi domanda dubbio o consiglio alla quale vorrete sottopormi, sono a vostra disposizione, mi trovate attraverso i contatti del sito o della mia pagina Facebook Iocorro.

Un saluto a tutti.

Io corro voi che fate ?